Reprints 7 / "Framing" e manipolazione del linguaggio

Il framing: il senso delle parole e il senso delle cose

Prof. Juan José García-Noblejas
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
Il “framing” consiste in un’operazione in cui il senso delle parole non indica solamente il senso delle cose di cui si sta parlando, ma lo “orienta” e lo “inquadra” dando o togliendo dalle cose certe loro qualità. In casi estremi si arriva a contraffare o impadronirsi della realtà, separandola sofisticamente del linguaggio, e riducendola a una semplice categoria linguistica.
Il “framing”, tuttavia, non è di per sé un uso cattivo, perverso e manipolatore del linguaggio. Piuttosto è connaturale ad esso e permette, ad esempio, di arrivare al nòcciolo di un argomento esprimendo simultaneamente il proprio modo di concepirlo. Più che nelle sue proprietà salutari, questo testo si concentra soprattutto nel riduzionismo referenziale, un difetto abituale del “framing”.

Versione italiana (pdf 111 kb)

Reprints 6 / Idee essenziali sulla comunicazione istituzionale

Introducción a la comunicación institucional

José María La Porte
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
Caratteristiche essenziali della comunicazione istituzionale, profilo storico e differenze con altri concetti collegati (pubbliche relazioni, marketing, pubblicità). Si fa riferimento anche alla comunicazione istituzionale della Chiesa.

Versione italiana (formato pdf)

Versión española (formato pdf)

Reprints 5 / Sull'obiettività giornalistica

Obiettività, imparzialità, neutralità e verità nell’informazione giornalistica

Norberto González Gaitano
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
L’espressione “obiettività giornalistica” è quanto meno ambigua. Il suo significato quotidiano altro non è che equanimità di giudizio: avere uno sguardo aperto alla realtà che non trascura nessun dato a priori, anche quelli che possono non piacere. Ma nella professione giornalistica è frequente far riferimento all'obiettività identificandola con la neutralità: una distorsione che dovrebbe essere chiamata obiettivismo.

Versione italiana (formato pdf)

Reprints 4 / Giovanni Paolo II e la comunicazione

La società della comunicazione nel pensiero di Giovanni Paolo II

Mariano Fazio
Pontifica Università della Santa Croce

Gpii_2

Abstract
In molte occasioni e davanti a pubblici diversi, Giovanni Paolo II si è riferito al mondo della comunicazione sociale e all’influenza che stampa, radio, televisione, cinema e i nuovi media esercitano sulla mentalità contemporanea. Il Papa è pienamente consapevole che i mezzi di comunicazione non sono semplici strumenti, ma configuratori dell’attuale cultura. Questo abbandono della visione meramente strumentale porta con sé importanti conseguenze al momento di stabilire la funzione che ha la Chiesa nella società mediatica contemporanea. La valutazione di Giovanni Paolo II della società della comunicazione è impregnata del senso positivo caratteristico della genuina visione cattolica del mondo.

Versione italiana (formato pdf)

Versión española (formato pdf)

Reprints 3 / Il linguaggio giornalistico

Il linguaggio giornalistico.
Caratteristiche e limiti

Diego Contreras
Pontifica Università della Santa Croce

Abstract:
Parlare del linguaggio giornalistico è, in buona misura, parlare di giornalismo. In quest’articolo si trattano argomenti come l’interpretazione giornalistica, la funzione dei generi (di quelli giornalistici in particolare) e le caratteristiche essenziali della notizia. Si evidenzia che i "formati" dei testi non sono indifferenti, ma condizionano i contenuti. Si conclude affermando la necessità di superare alcuni dei condizionamenti di cui soffre l’informazione giornalistica in modo da fare del giornalismo, sempre di più, un’attività al servizio dell’uomo e la società.

Versión española (formato pdf)

Versione italiana (formato pdf)

Reprints 2 / Come sono e come lavorano i "vaticanisti"

Media e religione fra dialogo e conflitto
Riflessioni a partire da uno studio sui vaticanisti

Marc Carroggio & Frederick Njoroge
Pontifica Università della Santa Croce

Abstract:

Nella prima parte dell’articolo si presentano i risultati quantitativi di un sondaggio su giornalisti specializzati in religione e, concretamente, sui vaticanisti: dati sulla loro formazione, le loro pratiche e i loro principi professionali.

Nella seconda parte vengono enumerate alcune sfide a cui, secondo i vaticanisti intervistati, dovrebbe far fronte il giornalismo religioso attuale. Sono tendenze e disfunzioni, alcune comuni tra l’altro al giornalismo in genere, specializzato o meno che sia. Per esempio: a) tendenza alla istituzionalizzazione che induce alla identificazione fra informazione religiosa e informazione istituzionale, fra “notizia religiosa” e “notizia vaticana”; b) tendenza alla politicizzazione che impedisce di afferrare la specificità, ricca di sfumature, dei temi religiosi; c) tendenza alla spettacolarizzazione che spesso conduce i media ad ignorare storie sul ruolo che gioca la fede nella vita quotidiana della gente normale; d) tendenza alla polarizzazione, che può sostituire la ricerca della verità possibile con un surrogato che offre l'apparenza di verità.

Nel terzo paragrafo si riassumono alcune proposte dei vaticanisti finalizzate a superare i problemi maggiormente riscontrati nel loro lavoro. L’insieme degli indirizzi suggeriti dai giornalisti additano un’importante tendenza professionale: la specializzazione. Essa comprenderebbe, fra l’altro: il contatto diretto con l’esperienza religiosa delle persone, la moltiplicazione delle fonti informative e la scoperta di nuove fonti e lo sforzo per procurarsi una base sufficiente di formazione teologica.

Inoltre, in vista dei dati e delle opinioni dei vaticanisti, si abbozzano alcune misure che potrebbero essere adoperate da fonti informative istituzionali —quali l’ufficio comunicazione di una diocesi, una conferenza episcopale, un ordine religioso o qualsiasi altra organizzazione ecclesiale– allo scopo di contribuire ad un miglioramento d’insieme dell’informazione religiosa a beneficio dei lettori, della Chiesa e dei propri giornalisti. Due parole chiave per l’attività di comunicazione istituzionale e che emergono con chiarezza da quest’analisi sono, infatti, mediazione e professionalità. La professionalità potrebbe esprimersi in modi diversi e include molti atteggiamenti della fonte informativa quali la credibilità, la disponibilità, l’accessibilità, la tempestività, la capacità di contestualizzare, la coerenza e la chiarezza.

scarica il file (italiano; formato pdf)

Reprints 1 / La toleranza religiosa e la stampa in India

Religious Tolerance and the Press.
An Analysis of Socio-political Factors in the Coverage of Religious Issues in the Indian Newspapers

Kuriakose Mundadan & Norberto González Gaitano
Pontifical University of the Holy Cross. Rome

Abstract:

The breath of Indian religious pluralism was the age-old of a tolerant culture. But recent political developments have caused constant religious violence. This intolerance is the result of the hate propaganda towards the minorities by certain fundamentalists groups that are very active in the political scenario of India.

The press coverage of three religious events regarding the Christian minority in India has been scrutinized with a discourse analysis method implemented with a quantitative methodology that “transforms” concepts of the qualitative analysis into variables adapted for statistical analysis, like framing and thematic structure.

For our analysis we have chosen three national English language newspapers - The Hindu, The Indian Express, The Times of India- and three regional Malayalam language of the southern State of Kerala -Malayala Manorama, Deepika, and Mathrubhum-.

An overall result of the analysis proves that the newspapers in our study have kept their role as the watchdog of democracy and secularism that are embedded in the Indian Constitution. Though the events, in our case, were predominantly connected with a minority religion and had a predominant religious meaning, the newspapers were more interested in the political dimensions involved in them. Finally, a deeper qualitative analysis of the editorials proves that the national newspapers, which have a larger circulation in the cities, where one or another fundamentalist group is dominant in the political arena, were soft in exposing the vices of those extreme groups in their atrocities against the Christians.

Download article (English; pdf format)

Pontificia Università della Santa Croce

April 2007

Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
Powered by TypePad
Member since 08/2003

Visite