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Insights 5 / Le lezioni comunicative di un referendum

Scienzaevita_1 Il referendum sulla fecondazione assistita, celebrato in Italia il passato mese di giugno, ha offerto molti spunti interessanti sul punto di vista comunicativo. Il prof. Juan Manuel Mora presenta un’analisi di questa vicenda, focalizzando l’attenzione su quale è stato il criterio seguito dalla conferenza episcopale italiana. L’articolo va preceduto di una cronaca dei fatti più rilevanti. Il testo è in spagnolo (formato pdf).

Reprints 2 / Come sono e come lavorano i "vaticanisti"

Media e religione fra dialogo e conflitto
Riflessioni a partire da uno studio sui vaticanisti

Marc Carroggio & Frederick Njoroge
Pontifica Università della Santa Croce

Abstract:

Nella prima parte dell’articolo si presentano i risultati quantitativi di un sondaggio su giornalisti specializzati in religione e, concretamente, sui vaticanisti: dati sulla loro formazione, le loro pratiche e i loro principi professionali.

Nella seconda parte vengono enumerate alcune sfide a cui, secondo i vaticanisti intervistati, dovrebbe far fronte il giornalismo religioso attuale. Sono tendenze e disfunzioni, alcune comuni tra l’altro al giornalismo in genere, specializzato o meno che sia. Per esempio: a) tendenza alla istituzionalizzazione che induce alla identificazione fra informazione religiosa e informazione istituzionale, fra “notizia religiosa” e “notizia vaticana”; b) tendenza alla politicizzazione che impedisce di afferrare la specificità, ricca di sfumature, dei temi religiosi; c) tendenza alla spettacolarizzazione che spesso conduce i media ad ignorare storie sul ruolo che gioca la fede nella vita quotidiana della gente normale; d) tendenza alla polarizzazione, che può sostituire la ricerca della verità possibile con un surrogato che offre l'apparenza di verità.

Nel terzo paragrafo si riassumono alcune proposte dei vaticanisti finalizzate a superare i problemi maggiormente riscontrati nel loro lavoro. L’insieme degli indirizzi suggeriti dai giornalisti additano un’importante tendenza professionale: la specializzazione. Essa comprenderebbe, fra l’altro: il contatto diretto con l’esperienza religiosa delle persone, la moltiplicazione delle fonti informative e la scoperta di nuove fonti e lo sforzo per procurarsi una base sufficiente di formazione teologica.

Inoltre, in vista dei dati e delle opinioni dei vaticanisti, si abbozzano alcune misure che potrebbero essere adoperate da fonti informative istituzionali —quali l’ufficio comunicazione di una diocesi, una conferenza episcopale, un ordine religioso o qualsiasi altra organizzazione ecclesiale– allo scopo di contribuire ad un miglioramento d’insieme dell’informazione religiosa a beneficio dei lettori, della Chiesa e dei propri giornalisti. Due parole chiave per l’attività di comunicazione istituzionale e che emergono con chiarezza da quest’analisi sono, infatti, mediazione e professionalità. La professionalità potrebbe esprimersi in modi diversi e include molti atteggiamenti della fonte informativa quali la credibilità, la disponibilità, l’accessibilità, la tempestività, la capacità di contestualizzare, la coerenza e la chiarezza.

scarica il file (italiano; formato pdf)

Insights 4 / Why Don’t Journalists Get Religion?
A Tenuous Bridge to Believers

covMay
Articolo pubblicato nel numero di maggio/giugno 2004 della Columbia Journalism Review. L’autore, assistant editor della rivista, fa un’interessante analisi di come i media parlano di religione e del conflitto come uno dei “news values” più presenti. (in inglese).

Pontificia Università della Santa Croce

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