Molti vedono nel "podcasting" una forma di risurrezione della radio. L’idea consiste nel creare files di suono (mini-programmi di radio) e distribuirli tramite Internet. Una volta scaricati, si possono ascoltare quando sia più comodo per l’ascoltatore: nel “iPod” (oppure in altri lettori portatili) o nel proprio computer.
Per farsi un’idea di come funziona, si può installare nel computer gratuitamente il programma “iTunes”, del quale esistono versioni per Apple e Windows. Una volta aperto, se si ha un collegamento Internet, nell’area “Podcast” di “iTunes” appare una selezione di servizi “podcast”, dove si trova di tutto: dalle notizie della BBC a corsi d’inglese, programmi di musica, ed altri ancora (alcuni, per la verità, di scarso valore). Il programma “iTunes” (ed altri simili) permettono di abbonarsi (gratuitamente) ai “podcast” preferiti; in questo modo, i files nuovi si scaricheranno automaticamente (se si sta on line) senza bisogno di andarli a cercare.
Tra l’offerta di servizi “podcast” spicca quella di ambito religioso. The New York Times (29 de agosto; cliccare il grafico per ingrandirlo) si faceva eco di questa tendenza. Uno dei promotori di maggiore successo è un sacerdote olandese, Roderick Vonhögen, fondatore di catholicinsider.com, una pagina che vale la pena visitare per capire le possibilità di questo mezzo.
Per saperne di più, si può consultare la voce "podcast" nell’enciclopedia Wikipedia (disponibile in varie lingue).