Recuadro insigths

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Trends 3/ Il potere dei media

Citizenkane

Peter R. Kann, presidente della compagnia "Dow Jones", editrice di The Wall Street Journal, ha pubblicato un’interessante articolo sulla situazione del giornalismo, caratterizata –dal suo punto di vista- da dieci problemi. Siccome sarebbe lungo elencarli tutti, vale la pena soffermarsi sul’ultimo punto: il potere dei media.

“La stampa in se stessa è una grande e poderosa istituzione. 60 Minutes [il programma informativo della CBS] è più potente di quasi tutti i soggetti sui quali informa. Si potrebbe anche dire che i giornali influiscono sulla politica economica nazionale in misura maggiore che buona parte delle imprese. Le reti sono possedute dai giganti industriali; i newsmagazines, dai conglomerati del settore del intrattenimento; la maggior parte dei giornali apparetengono a catene nazionali. Data questa realtà, non possiamo fingere plausibilmente di essere un David che lanza sassi ai Goliaths ed invitare al pubblico a crederlo”.

Insights 9/

Le migliori 101 sceneggiature

Casablanca

Per prima volta nella storia, l'anno scorso la Writers Guild of America East (New York) e la Writers Guild of America West (Los Angeles) si misero d'accordo per elaborare la lista delle migliori sceneggiature di tutti i tempi. Il risultato si può vedere nelle rispettive  web (East / West).

Anche se i votanti – tutti qualificati professionisti del cinema e tv– potevano scegliere senza limitazioni di lingua, paese o epoca, tutti i film del elenco sono americani tranne qualche eccezione inglese, una francese (La Grande Illusione, nel posto 85) e una italiana (Otto e mezzo, nel 87). Ovviamente, nel primo posto appare Casablanca.

Il prof. García-Noblejas commenta nel suo blog che tutti quanti pensano di saper scrivere una sceneggiatura, ma di non aver tempo per farlo. In realtà, chi la scrive sa bene quanto sia difficile fare qualcosa di presentabile...

Reprints 7 / "Framing" e manipolazione del linguaggio

Il framing: il senso delle parole e il senso delle cose

Prof. Juan José García-Noblejas
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
Il “framing” consiste in un’operazione in cui il senso delle parole non indica solamente il senso delle cose di cui si sta parlando, ma lo “orienta” e lo “inquadra” dando o togliendo dalle cose certe loro qualità. In casi estremi si arriva a contraffare o impadronirsi della realtà, separandola sofisticamente del linguaggio, e riducendola a una semplice categoria linguistica.
Il “framing”, tuttavia, non è di per sé un uso cattivo, perverso e manipolatore del linguaggio. Piuttosto è connaturale ad esso e permette, ad esempio, di arrivare al nòcciolo di un argomento esprimendo simultaneamente il proprio modo di concepirlo. Più che nelle sue proprietà salutari, questo testo si concentra soprattutto nel riduzionismo referenziale, un difetto abituale del “framing”.

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Reprints 6 / Idee essenziali sulla comunicazione istituzionale

Introducción a la comunicación institucional

José María La Porte
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
Caratteristiche essenziali della comunicazione istituzionale, profilo storico e differenze con altri concetti collegati (pubbliche relazioni, marketing, pubblicità). Si fa riferimento anche alla comunicazione istituzionale della Chiesa.

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On the Net 2 / Documentazione sui rapporti scienza-fede

Disf_1 Il rapporto tra scienza e fede è un tema ricorrente nell’opinione pubblica. Da qualche anno il sito Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede è diventato punto di riferimento per quanti sono interessati ad avere un’informazione qualificata e rigorosa sui rapporti fra teologia, filosofia e pensiero scientifico. Questo sito nasce dall'esperienza e dai contatti scientifici maturati dagli autori durante la preparazione e la pubblicazione del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede (2 voll., Urbaniana University Press - Città Nuova, Roma 2002). I testi sono in italiano e inglese.

Insights 8 / XL Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Giornalireuter

Benedetto XVI ha dedicato il suo primo messaggio con occassione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali al tema "I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione". Il testo del messaggio (che si trova in diverse lingue in questa pagina del sito web del Vaticano) merita una lettura attenta. Intanto, si può assaggiare il seguente paragrafo:

"Illuminare le coscienze degli individui e aiutarli a sviluppare il proprio pensiero non è mai un impegno neutrale. La comunicazione autentica esige coraggio e risolutezza. Esige la determinazione di quanti operano nei media per non indebolirsi sotto il peso di tanta informazione e per non adeguarsi a verità parziali o provvisorie. Esige piuttosto la ricerca e la diffusione di quello che è il senso e il fondamento ultimo dell’esistenza umana, personale e sociale (cf. Fides et Ratio, 5). In questo modo i media possono contribuire costruttivamente alla diffusione di tutto quanto è buono e vero".

Reprints 5 / Sull'obiettività giornalistica

Obiettività, imparzialità, neutralità e verità nell’informazione giornalistica

Norberto González Gaitano
Pontificia Università della Santa Croce

Abstract
L’espressione “obiettività giornalistica” è quanto meno ambigua. Il suo significato quotidiano altro non è che equanimità di giudizio: avere uno sguardo aperto alla realtà che non trascura nessun dato a priori, anche quelli che possono non piacere. Ma nella professione giornalistica è frequente far riferimento all'obiettività identificandola con la neutralità: una distorsione che dovrebbe essere chiamata obiettivismo.

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Insights 7 / Il ruolo della Chiesa e dei cristiani
nel futuro dell'Europa

Europa

La presenza della Chiesa e dei cristiani in Europa è un dato di fatto. Nell'Unione Europea attuale, su di una popolazione di 456.581.000 persone, i cristiani sono 368.870.000 ed i cattolici 262.690.000. Ma essi sono solo una maggioranza anagrafica; non hanno un peso corrispondente al loro numero negli organi del potere politico, nei mass-media e nell'opinione pubblica, né nelle più influenti istituzioni culturali; anzi non mancano episodi in cui si fa avvertire che la loro presenza viene tollerata con sufficienza, se non addirittura respinta come non omogenea al principio del “politicamente corretto”.

L’arcivescovo Giovanni Lajolo, segretario per il rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato Vaticana,  riflette su questi argomenti nel corso di una conferenza tenuta a Varsavia il 9 settembre 2005. Il testo completo dell'intervento, in lingua italiana, è disponibile nel archivio dell'agenzia Zenit.

Reprints 4 / Giovanni Paolo II e la comunicazione

La società della comunicazione nel pensiero di Giovanni Paolo II

Mariano Fazio
Pontifica Università della Santa Croce

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Abstract
In molte occasioni e davanti a pubblici diversi, Giovanni Paolo II si è riferito al mondo della comunicazione sociale e all’influenza che stampa, radio, televisione, cinema e i nuovi media esercitano sulla mentalità contemporanea. Il Papa è pienamente consapevole che i mezzi di comunicazione non sono semplici strumenti, ma configuratori dell’attuale cultura. Questo abbandono della visione meramente strumentale porta con sé importanti conseguenze al momento di stabilire la funzione che ha la Chiesa nella società mediatica contemporanea. La valutazione di Giovanni Paolo II della società della comunicazione è impregnata del senso positivo caratteristico della genuina visione cattolica del mondo.

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On the Net 1 / Per orientarsi nell'oceano
delle tendenze culturali

Bussola

Nell'oceano di dati e informazioni diventa urgente trovare guide che possano indicare dove ci troviamo e dove andiamo. Questo è lo scopo di MercatorNet.com, che prende il nome del geografo e cartografo Gerardo Mercator (1512-1594), autore tra l'altro del termine "atlas". MercatorNet si presenta come "an internet magazine analysing current affairs and key international news and trends which touch its readers’ daily lives". I testi, in inglese e di accesso gratuito, sono un'utile codigo di navigazione.

Reprints 3 / Il linguaggio giornalistico

Il linguaggio giornalistico.
Caratteristiche e limiti

Diego Contreras
Pontifica Università della Santa Croce

Abstract:
Parlare del linguaggio giornalistico è, in buona misura, parlare di giornalismo. In quest’articolo si trattano argomenti come l’interpretazione giornalistica, la funzione dei generi (di quelli giornalistici in particolare) e le caratteristiche essenziali della notizia. Si evidenzia che i "formati" dei testi non sono indifferenti, ma condizionano i contenuti. Si conclude affermando la necessità di superare alcuni dei condizionamenti di cui soffre l’informazione giornalistica in modo da fare del giornalismo, sempre di più, un’attività al servizio dell’uomo e la società.

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Trends 2 / Dieci tendenze dei media negli Stati Uniti

Prweek La pubblicazione PR Week ha stilato un elenco dei dieci fattori che più influiscono nella configurazione attuale del mercato dei media negli Stati Uniti. Queste tendenze sono:

1. La portabilità dei contenuti audiovisivi (tramite iPods, telefoni cellulari, ecc.)
2. I weblogs (ma sopraviviranno i migliori)
3. La crescita dei settimanali sulle "celebrità" e il "gossip"
4. Il dibattito sulla trasparenza dei media (in un sforzo per ricuperare credibilità)
5. La crescita della stampa ispana
6. Il declino imprenditoriale dei giornali (calo di vendite, licenziamenti)
7. La digitalizazzione della stampa (la separazione tra versione stampata e versione on line tende a sfumarsi)
8. La consolidazione dei media (conglomerati: aziende che possiedono media di diverso tipo)
9. La perdita del ruolo d'intermediazione della stampa e la tendenza del pubblico ad informarsi senza preoccuparsi della fonte (le barriere tra informazione giornalistica e pubbliche relazioni sono più deboli)
10. La revisione critica dei sistema di misurazione dell'audience

Insights 6 / La comunicazione del
"V Incontro Mondiale delle Famiglie"

Emf06Mancano otto mesi per il V Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà a luglio a Valencia (Spagna) con la presenza del Papa Benedetto XVI. Il responsabile di comunicazione dell’evento, il giornalista  Javier Arnal, afferma che malgrado la data sia ancora lontana, sono gia cinquemila le persone che ricevono il bolletino informativo via e-mail (una cifra che cresce di settimana in settimana) e che si distribuiscono cento mila copie di un’altro bolletino stampato ogni quindici giorni. Il sito web dell’incontro (www.emf2006.org), in sette lingue, è lo strumento di comunicazione per eccellenza.

Per saperne di più, ecco un’intervista concesa a Zenit (in spagnolo, formato pdf)

Insights 5 / Le lezioni comunicative di un referendum

Scienzaevita_1 Il referendum sulla fecondazione assistita, celebrato in Italia il passato mese di giugno, ha offerto molti spunti interessanti sul punto di vista comunicativo. Il prof. Juan Manuel Mora presenta un’analisi di questa vicenda, focalizzando l’attenzione su quale è stato il criterio seguito dalla conferenza episcopale italiana. L’articolo va preceduto di una cronaca dei fatti più rilevanti. Il testo è in spagnolo (formato pdf).

Reprints 2 / Come sono e come lavorano i "vaticanisti"

Media e religione fra dialogo e conflitto
Riflessioni a partire da uno studio sui vaticanisti

Marc Carroggio & Frederick Njoroge
Pontifica Università della Santa Croce

Abstract:

Nella prima parte dell’articolo si presentano i risultati quantitativi di un sondaggio su giornalisti specializzati in religione e, concretamente, sui vaticanisti: dati sulla loro formazione, le loro pratiche e i loro principi professionali.

Nella seconda parte vengono enumerate alcune sfide a cui, secondo i vaticanisti intervistati, dovrebbe far fronte il giornalismo religioso attuale. Sono tendenze e disfunzioni, alcune comuni tra l’altro al giornalismo in genere, specializzato o meno che sia. Per esempio: a) tendenza alla istituzionalizzazione che induce alla identificazione fra informazione religiosa e informazione istituzionale, fra “notizia religiosa” e “notizia vaticana”; b) tendenza alla politicizzazione che impedisce di afferrare la specificità, ricca di sfumature, dei temi religiosi; c) tendenza alla spettacolarizzazione che spesso conduce i media ad ignorare storie sul ruolo che gioca la fede nella vita quotidiana della gente normale; d) tendenza alla polarizzazione, che può sostituire la ricerca della verità possibile con un surrogato che offre l'apparenza di verità.

Nel terzo paragrafo si riassumono alcune proposte dei vaticanisti finalizzate a superare i problemi maggiormente riscontrati nel loro lavoro. L’insieme degli indirizzi suggeriti dai giornalisti additano un’importante tendenza professionale: la specializzazione. Essa comprenderebbe, fra l’altro: il contatto diretto con l’esperienza religiosa delle persone, la moltiplicazione delle fonti informative e la scoperta di nuove fonti e lo sforzo per procurarsi una base sufficiente di formazione teologica.

Inoltre, in vista dei dati e delle opinioni dei vaticanisti, si abbozzano alcune misure che potrebbero essere adoperate da fonti informative istituzionali —quali l’ufficio comunicazione di una diocesi, una conferenza episcopale, un ordine religioso o qualsiasi altra organizzazione ecclesiale– allo scopo di contribuire ad un miglioramento d’insieme dell’informazione religiosa a beneficio dei lettori, della Chiesa e dei propri giornalisti. Due parole chiave per l’attività di comunicazione istituzionale e che emergono con chiarezza da quest’analisi sono, infatti, mediazione e professionalità. La professionalità potrebbe esprimersi in modi diversi e include molti atteggiamenti della fonte informativa quali la credibilità, la disponibilità, l’accessibilità, la tempestività, la capacità di contestualizzare, la coerenza e la chiarezza.

scarica il file (italiano; formato pdf)

Insights 4 / Why Don’t Journalists Get Religion?
A Tenuous Bridge to Believers

covMay
Articolo pubblicato nel numero di maggio/giugno 2004 della Columbia Journalism Review. L’autore, assistant editor della rivista, fa un’interessante analisi di come i media parlano di religione e del conflitto come uno dei “news values” più presenti. (in inglese).

Insights 3 / Comunicazione, cultura ed evangelizzazione

BasilgrandeNel novembre di 2002, l’allora cardinale Joseph Ratzinger svolse una conferenza nel convegno “Parabole mediatiche”, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, nella quale si domandava come si possa rendere comunicabile il Vangelo nell'ambito della cultura di oggi. Prendendo spunto di un testo di Basilio il Grande (+379), il cardinale arriva a tre conclussioni concrete e suggestive per la situazione attuale.

Il testo dell’intervento, intitolato “Comunicazione e Cultura: nuovi percorsi per l’evangelizzazione nel Terzo Millennio”, si può scaricare qua (italiano; formato doc).

Trends 1 / Podcasting

Times290805_1 Molti vedono nel "podcasting" una forma di risurrezione della radio. L’idea consiste nel creare files di suono (mini-programmi di radio) e distribuirli tramite Internet. Una volta scaricati, si possono ascoltare quando sia più comodo per l’ascoltatore: nel “iPod” (oppure in altri lettori portatili) o nel proprio computer.

Per farsi un’idea di come funziona, si può installare nel computer gratuitamente il programma “iTunes”, del quale esistono versioni per Apple e Windows. Una volta aperto, se si ha un collegamento Internet, nell’area “Podcast” di “iTunes” appare una selezione di servizi “podcast”, dove si trova di tutto: dalle notizie della BBC a corsi d’inglese, programmi di musica, ed altri ancora (alcuni, per la verità, di scarso valore).  Il programma “iTunes” (ed altri simili) permettono di abbonarsi (gratuitamente) ai “podcast” preferiti; in questo modo, i files nuovi si scaricheranno automaticamente (se si sta on line) senza bisogno di andarli a cercare.

Tra l’offerta di servizi “podcast” spicca quella di ambito religioso. The New York Times (29 de agosto; cliccare il grafico per ingrandirlo) si faceva eco di questa tendenza. Uno dei promotori di maggiore successo è un sacerdote olandese, Roderick Vonhögen, fondatore di catholicinsider.com, una pagina che vale la pena visitare per capire le possibilità di questo mezzo.

Per saperne di più, si può consultare la voce "podcast" nell’enciclopedia  Wikipedia (disponibile in varie lingue).

Insights 2 / Lo "stile comunicativo" di Benedetto XVI

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Austen Ivereigh, direttore di "Public Affairs" dell’arcivescovo di Westminster, Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, e già editore di The Tablet, descrive in un articolo qual è, dal suo punto di vista, lo "stile comunicativo" di Benedetto XVI.

Prendendo spunto dell’esperienza della "Giornata Mondiale della Gioventù”, afferma che il Papa privilegia la proposizione invece dell’opposizione. E che il suo stile "concettuale"  funziona sorprendentemente in un’epoca segnata dalla CNN e i ritmi della MTV. L’articolo fu pubblicato originalmente in The Catholic Herald, ma si può leggere in  Godspy.com (inglese).

Pontificia Università della Santa Croce

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